Cultura  - Articoli  2018   
   
 
Gian Carlo Caselli, Stefano Masini
C'è del marcio nel piatto
Piemme, maggio 2018,pag. 216, € 17,50
 


16.05.18 - Un cavallo può diventare manzo? Sì. E' possibile. E lo si può trovare a tavola nel nostro piatto. Ecco come. Il cavallo viene allevato in Romania poi attraverso intermediari olandesi diventa polpette trasformate in Francia per conto di una società svedese che utilizza il prodotto per sughi e preparati che finiscono sui nostri scaffali.

In pratica l'agroalimentare "tira". E molto. Muove oltre 270 miliardi di euro e occupa 2,5 milioni di persone. È un pilastro dell'economia nazionale. Il principale fattore di traino è l'eccezionale appeal del made in Italy, potentissimo ambasciatore di qualità ovunque nel mondo. E quel che "tira" logicamente "attira", per le opportunità che offre, trovando soggetti senza scrupoli pronti a sfruttare, sofisticare, adulterare. Le conseguenze sono opacità, scorrettezze e veleni che ci ritroviamo a dover consumare e avallare senza saperlo.

Pur riconoscendo l'attenzione crescente riposta nel cibo buono, sano e giusto, questa autorevole e accurata indagine sul campo - condotta da Gian Carlo Caselli, oggi Presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare, e da Stefano Masini, docente di Diritto Agroalimentare all'Università di Tor Vergata - denuncia l'esistenza di una vera e propria task force criminale, che allinea di volta in volta operatori prepotenti, spregiudicati e maliziosi, in grado di offendere i diritti essenziali alla salute e di deludere le lecite aspettative del consumatore in termini di gusto, natura e autenticità.

Eppure sconfiggere i draghi avvelenatori del cibo è possibile. C'è bisogno di conoscerli e stanarli per riporre al centro della nostra spesa ciò che vogliamo in termini di sicurezza e qualità. Da qui l fondamentale importanza dell'etichetta che dovrebbe raccontare tutto del prodotto e in modo verificabile al fine di sapere che cosa realmente si mangia o si beve.

Gli autori
Gian Carlo Caselli ha cominciato la sua carriera in magistratura a Torino, come giudice istruttore impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate rosse. Dal 1986 al 1990 è stato membro del Consiglio superiore della magistratura. Ha diretto la procura di Palermo dal 1993 al 1999, dalla cattura di Totò Riina ai grandi processi su mafia e politica. Ha pubblicato vari saggi. I più recenti sono stati bestseller in libreria: Le due guerre. Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia e Assalto alla giustizia (entrambi con la collaborazione di Stefano Caselli, Melampo, 2009 e 2011); Di sana e robusta Costituzione. Intervista di Carlo Alberto Dalla Chiesa, con Oscar Luigi Scalfaro (Add editore, 2010); Vent'anni contro. Dall'eredità di Falcone e Borsellino alla "trattativa", con Antonio Ingroia e Maurizio De Luca (Laterza, 2013).

Stefano Masini è docente di Diritto Agroalimentare all'Università di Tor Vergata (Roma). Autore di pubblicazioni specialistiche per l'editore Giuffrè e divulgative per SlowFood, nelle materie del diritto agrario e alimentare ha firmato oltre cento articoli di carattere scientifico pubblicati nelle più prestigiose riviste e raccolte di settore.
Attualmente coordina le attività dell'Area Ambiente e Territorio in Confederazione Nazionale Coldiretti, in rappresentanza della quale è designato nel Comitato Scientifico della Fondazione Campagna Amica nonché dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. (red)
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