Cultura  - Articoli  2019   
   
 
A via della Mercede c'era un razzista


Giampiero Mughini
A via della Mercede c'era un razzista
Lo strano caso di Telesio Interlandi

Venezia, Marsilio, 2019, pag. 253, € 18,00



09.05.19 - Nell’epoca desiderosa di oblio che fu il secondo dopoguerra italiano, la storia di Telesio Interlandi, l’intellettuale che più spudoratamente approvò le leggi razziali in Italia, fu dimenticata con un certo sollievo. Eppure la sua figura rimane centrale per capire il contesto culturale di quegli anni.

Se infatti, grazie al rapporto personale con Mussolini, da direttore dal 1938 al 1943 della «Difesa della razza» Interlandi fu portavoce del fascismo più intransigente e fanatico, allo stesso tempo sulle colonne del «Tevere» e «Quadrivio» diede spazio alle migliori firme dell’epoca, da Vincenzo Cardarelli a Mario Soldati, da Luigi Pirandello a Corrado Alvaro, mostrando un fiuto giornalistico e una raffinatezza editoriale eccezionali.

Nella sua vicenda Mughini si imbatté quasi per caso. «Perché non lo scrive lei il libro su mio padre che Sciascia non potrà mai scrivere?», fu la richiesta che, all’indomani della morte dello scrittore siciliano, Mughini si sentì rivolgere dal figlio di Interlandi, la cui figura avrebbe dovuto essere al centro di un volume concepito come un secondo Affaire Moro.

Nacque così A via della Mercede c’era un razzista, che, sfuggendo alla distinzione tra saggio e romanzo, ricostruisce gli ambienti di una Roma degli anni trenta come una piccola Atlantide sommersa, ricca di fermenti, di battaglie di idee e di esperimenti che appartengono a pieno diritto alla cultura europea dell’epoca, e riesce allo stesso tempo a rivelare l’origine profonda di alcuni moti che scuotono ancora oggi l’Italia.

Giampiero Mughini. (Catania, 1941), narratore delle vicende politiche e sociali del nostro paese (Addio compagni, 1987; Gli anni della peggio gioventù, 2009; Addio gran secolo dei nostri vent’anni, 2012), è stato tra i fondatori del «Manifesto», ha collaborato con «L’Europeo», «Panorama», «il Giornale» di Montanelli, «Libero», «il Foglio». Dalla fine degli anni ottanta si è distinto come opinionista sul piccolo schermo. Collezionista e bibliofilo, ha pubblicato da ultimi La stanza dei libri (2016), Sempre una gran signora. Lettere d’amore alla Juventus (2017) e Che profumo quei libri (2018). Per Marsilio è uscito Era di maggio. Cronache di uno psicodramma (2018).

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