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Cultura  - Articoli  2020 
   
Ariano in Polesine (Rovigo). Prima di Adria e della Grande Quercia di Dante

Quando San Basilio era sul mare, melting pot di veneti,
etruschi e greci 

Scavi archeologici in località San Basilio (Ariano Polesine, Ro)

 La chiesa di San Basilio e l'adiacente museo archeologico



09.07.20 - Continua a stupire l'area su cui torreggiava la Grande Quercia (nella foto) di Dante (crollata il 25 giugno 2013) oggi raccontata nella mostra omonima allestita a Palazzo Roncole a Rovigo ed aperta fino al 17 gennaio 2021. Siamo in località San Basilio nel comune di Ariano in Polesine (Rovigo), nel Delta del Po di Goro. Da queste parti non transitò solo Dante quando all’epoca in zona sorgeva un romitorio ossia un rifugio per eremiti collegato all’Abbazia di Pomposa. E il mare era lontano come oggi.

 La zona è una finestra affacciata su una storia lunghissima che inizia alcune migliaia di anni fa quando c'era uno scenario ambientale completamente diverso. Lo testimoniano le dune fossili, sui cui oggi sorge la chiesetta romanica di San Basilio eretta tra il IX e X secolo da parte dei benedettini di Pomposa. A quel tempo infatti le dune erano "vive" e delimitavano il mare. E c'era un grande porto animato da uomini e donne. Gli abitanti trafficavano e dialogavano con quelli di Adria e di Spina nella gestione dei commerci nel mondo allora conosciuto.

Si diceva che la zona continua a stupire. Infatti gli archeologi stanno portando alla luce un sito molto intrigante, anteriore all'epoca romana. Era abitato dagli etruschi e quello che sta emergendo avvalora l'ipotesi di una possibile continuità tra l’insediamento etrusco e quello romano, senza che – come si pensava in passato – ci sia stata una interruzione temporale tra la presenza etrusca, documentata dallo scorcio del VII secolo pev. e quella romana del II secolo pev.

Gli scavi - in corso da mesi - sono diretti dalle Università di Venezia e di Padova, insieme alla Soprintendenza di territorio e al Museo archeologico nazionale di Adria, dove sono conservati molti reperti e manufatti provenienti dal territorio di San Basilio.

Benché costruito con materiali locali che mal si conservano nel corso dei secoli, tanto che gli scavi recenti hanno restituito solo strutture in legno e argilla, l’insediamento etrusco di San Basilio era - allo stato attuale delle conoscenze archeologiche - il più antico approdo dei naviganti greci dell’età del ferro in questa area, in quanto Adria a quel tempo ancora non esisteva.

E qui si sperimentò per la prima volta un melting pot ante litteram, un crogiolo multiculturale di genti venete, etrusche e di naviganti greci, che convergevano per commerciare. Come accadrà tempo dopo nella vicina Adria, anche a San Basilio i Greci scambiavano i prodotti di lusso provenienti dal Mediterraneo, tra cui il vino e l’arte di berlo nonché pregiati unguenti profumati, con i prodotti della pianura, i metalli dell’Oltralpe e la preziosa ambra del Baltico.

Ma non è tutto. I recenti scavi consentono agli archeologi di ipotizzare che il sito non fu cancellato dalla nascita della vicina Adria (che nel VI secolo divenne una vera e propria città), ma mantenne un proprio ruolo nel sistema di commercio tra Etruschi e Greci. E questo ruolo e le sue modalità di sviluppo è ciò che i prossimi scavi e le tesi di laurea ad essi connessi si prefiggono di indagare.

In epoca romana a San Basilio passava la Via Popilia che, attraverso Adria, congiungeva Rimini all’importante colonia romana del nord Italia, Aquileia, protesa verso le ricchezze del Norico (Austria centrale, parte della Baviera, Slovenia nord-orientale e parte dell'arco alpino italiano nord-orientale). E a San Basilio, oggi, nel museo archeologico situato nei pressi della chiesetta, si possono visitare i resti di una lussuosa villa romana e di un battistero paleocristiano. Il prossimo obiettivo è identificare la stazione di posta e cambio cavalli, la mansio Hadriani, segnalata nella Tabula peutingeriana (nella foto) - porta il nome dell'umanista e antichista Konrad Peutinger - copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero romano. Copia che oggi è conservata nella Hofbibliothek (Biblioteca nazionale) di Vienna.

Il progetto di scavo a San Basilio, realizzato con il sostegno congiunto della Fondazione Cariparo e del progetto Interreg Value, è stato sospeso per quest’anno a causa dell’emergenza Covid 19. Riprenderà nella primavera 2021 con il suo duplice volto di indagine scientifica e operazione di turismo partecipativo. (red)


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