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Ambiente  - Articoli  2021    
   
 
Verona. Le ULSS Polesana e Scaligera presentano tassi di prevalenza più elevati rispetto alla media regionale. La patologia colpisce più le donne.
Il ruolo dell'inquinamento dell'aria

Nuova terapia per i 40.000 malati veneti di artrite reumatoide

19.02.21 - Disponibile una nuova terapia per combattere l’artrite reumatoide che, in Veneto, colpisce circa 40.000 persone e presenta una prevalenza del 7,9 per 1.000 abitanti, con un trend temporale in costante crescita dal 2014. Dati, questi ultimi, forniti dal Servizio epidemiologico regionale dell’Azienda Zero. La malattia si caratterizza per una maggiore prevalenza nel sesso femminile e nella fascia d’età adulta-anziana.

Le ULSS Polesana e Scaligera presentano tassi di prevalenza più elevati rispetto alla media regionale, probabilmente da attribuire anche al maggior inquinamento dell’aria, come osservato in una recente ricerca della Unità operativa complessa (UOC) di Reumatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Integrata (AOUI) di Verona.

L'innovazione terapeutica è frutto dell’attività di ricerca svolta dalla UOC di Reumatologia dell’AOUI di Verona. La terapia ha ottenuto l’approvazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ed è ora disponibile: viene somministra una volta al giorno per via orale.

Maurizio Rossini (nella foto), professore Ordinario di Reumatologia, all'niversità di Verona e direttore della UOC di Reumatologia spiega: «L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che può essere fortemente disabilitante e che può compromettere in maniera importante la qualità della vita. Il suo bersaglio è costituito primariamente dalle articolazioni, che diventano gonfie, dolenti e, soprattutto al mattino, molto rigide con conseguenti difficoltà e limitazioni nei movimenti. Se non trattata per tempo, si verificano deformazioni articolari nell’80% dei casi».

E subito dopo aggiunge: «Oggi all’AOUI di Verona abbiamo una nuova opzione terapeutica che ha dimostrato di migliorare in modo significativo i segni e i sintomi della malattia. Si tratta di una nuova terapia a base di upadacitinib, che si assume una volta al giorno per via orale con grandi risultati in termini di efficacia e sicurezza. L’elevata capacità di raggiungere la remissione clinica - conclude Rossini - è uno degli elementi differenzianti di questa terapia, uno stato in cui i sintomi sono più gestibili e potrebbero non esercitare alcun impatto sulle attività quotidiane. Si tratta di un importante passo in avanti sia per i medici reumatologi che per i pazienti. La formulazione in compresse, peraltro, è ampiamente gradita dai pazienti». (red)
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