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Centrale Enel di Porto Tolle
verso (forse) le rinnovabili 


Lacentrale di Porto Tolle
La centrale di Porto Tolle (Ro) (foto Ansa)


08.10 Sulla vicenda della centrale di Porto Tolle la regione oggi ha diramato un comunicato in cui legge: "In merito alla decisione dell’ENEL di abbandonare il progetto di riconversione della centrale a carbone di Porto Tolle (Rovigo), la Regione chiede al governo la convocazione urgente di un tavolo nazionale di discussione. Il presidente veneto Luca Zaia ha rivolto una richiesta in tal senso al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e ai ministri dell'economia e delle finanze Carlo Padoan e dello sviluppo economico Federica Guidi, sottolineando che la decisione della società elettrica ENEL S.p.A. di far cadere il progetto di trasformare il polo rappresentato dalla grande centrale di Porto Tolle (Ro) in un importante impianto a carbone e di ridimensionarlo, probabilmente, in una piccola centrale alimentata con energie rinnovabili, non può essere in nessun modo accettata né dal territorio del Polesine, né dalla Regione del Veneto e né tantomeno dal governo nazionale".

E subito dopo nella nota si riporta il commento del presidente Zaia che dice: "Il destino dell'impianto di Polesine Camerini non può continuare a essere relegato a semplice "affare veneto": qui si tratta di questione che attiene alla strategia nazionale sulla politica energetica del Paese, alle politiche industriali di un'azienda partecipata dello Stato oltre che ad un sito produttivo che da nuovo e prossimo volano per lo sviluppo territoriale rischia di rappresentare, invece, una minaccia per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali".

Il presidente Zaia forse è l'unico in Europa, a credere nel futuro dell'energia elettrica prodotta con il gas o il carbone per abbassare la bolletta elettrica a beneficio di famiglie ed aziende e rilanciare l'occupazione. Bene fa l'Enel a riconsiderare la vicenda pensando ad un futuro con le energie rinnovabili, purché non si tiri fuori nuovamente la bufala di un impianto alimentato solo a idrogeno per produrre energia elettrica.

E' gia successo con la centrale di Fusina a porto Marghera presentata come l'unica centrale al mondo alimentata a idrogeno  e inaugurata in pompa magna il 2 luglio 2010 dall'allora amministratore delegato e Direttore generale di Enel, Fulvio Conti, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, l'allora  sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ecc. ecc.. La centrale oggi funziona ma non a idrogeno perché la tecnologia non è ancora in grado (adesso come allora) di costruire un motore adatto alla bisogna, a sostenere per lunghi periodi le altissime temperature innescate dall'idrogeno.

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