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La Polizia Scientifica al lavoro per ricostruire
il vero volto di Palladio
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L'iniziativa rientra nell'ambito della mostra “Palladio. il mistero del volto” allestita al Palladio Museum che si apre domani 3 dicembre per concludersi il 4 giugno 2017
02.12 - Vicenza. L’indagine sul “vero volto del Palladio” sta coinvolgendo anche la Polizia Scientifica con i suoi più raffinati esperti i quali stanno applicando le più avanzate tecniche investigative per analizzare tutti i ritratti attribuiti al Palladio.
 
Con le modalità tipiche delle indagini più complesse, i tecnici della Polizia Scientifica stanno mettendo a confronto, nei laboratori d’avanguardia del Servizio di Roma, i presunti ritratti dell’architetto rinascimentale raffigurati nei dipinti esposti nella mostra “Palladio. il mistero del volto” proposta al Palladio Museum a Vicenza che si apre domani 3 dicembre per concludersi il 4 giugno 2017.

Ad essere confrontati sono i singoli particolari dei visi, in alcuni casi ottimizzati anche attraverso il ricorso alla tecnica dell’age progression. Per la Scientifica è una occasione preziosa per valorizzare il proprio lavoro in un ambito inconsueto, ricco di suggestioni e per verificare se l’applicazione del metodo scientifico conduca agli stessi risultati della ricerca storica parallelamente condotta dei curatori della mostra. L’esperienza “Palladio” potrà tornare sicuramente utile per ricerche future applicate alla giustizia.

All'interno della mostra al Palladio Museum, l’attività della Scientifica sarà illustrata da due postazioni multimediali. La prima destinata a presentare ai visitatori l’attività istituzionale, la seconda per evidenziare i primi steps della ricerca in atto sul Palladio. L’equipe al lavoro su questa singolare indagine non si sbilancia sui tempi necessari a concluderla, vista la complessità del caso. L’obiettivo è di poter rendere note le risultanze già entro il prossimo mese di gennaio. Se tutto funzionerà al meglio e se ciò che emergerà dai dati scientifici dovesse effettivamente collimare con le ipotesi formulate dai curatori della mostra, forse, per la prima volta dopo 500 anni, Andrea Palladio avrà veramente un volto credibile, tra i troppi, discordanti, che l’iconografia internazionale gli ha attribuito in questi cinque secoli.

Del più conosciuto
architetto degli ultimi cinque secoli non esiste un ritratto cinquecentesco. O meglio, sappiamo da Vasari che ne sono esistiti almeno due: un primo ad opera del pittore veronese Orlando Flacco ed un secondo, attribuito a Tintoretto, che compare in un inventario del 1599. Di entrambi però si sono perse le tracce.

Per questo gli inglesi nel Settecento si sono inventati una faccia di Palladio. Compare all’inizio della prima traduzione in inglese de I Quattro Libri dell’Architettura, pubblicata a Londra dall’italiano espatriato Giacomo Leoni fra il 1715 e il 1720. Ma il Palladio “inglese” compare vestito alla moda del Settecento e, nonostante Leoni dichiari l’incisione basata su un ritratto di Paolo Veronese, è chiaramente un’invenzione. Pochi anni più tardi gli italiani rispondono con un ritratto diverso, pubblicato sulla guida al Teatro Olimpico del 1733. L’autore dice di averlo copiato da un ritratto presente alla Rotonda, ma è il ritratto giusto? Non lo sappiamo perché l’originale fino ad oggi era introvabile.

Ma allora, la faccia di Palladio che siamo abituati a vedere è vera o falsa? In questo contesto rientra anche il lavoro della polizia scientifica. Per la prima volta dunque una mostra tenta di ricostruire tutta la complicata storia del volto del mitico architetto, esito di una accanita ricerca scientifica che si snoda lungo cinque secoli fra dipinti falsificati, equivoci e cantonate. E non mancano  colpi di scena, alla luce di nuove scoperte negli Stati Uniti e in Russia. La mostra è a cura di Guido Beltramini e il consiglio scientifico, presieduto da Howard Burns, raccoglie Donata Battilotti, Stefano Grandesso, Arkady Ippolitov, Fulvio Lenzo, Fabrizio Magani, Francesco Marcorin, Fernando Marías, Fernando Rigon Forte.

Vedi
http://www.palladiomuseum.org/
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