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Cronaca  - Articoli  2020   
   
 
Analisi dell'Osservatorio di Veneto Lavoro

A maggio timidi segnali di ripresa

05.06.20 - L’Osservatorio di Veneto Lavoro nella sua ultima nota fotografa ad oggi la crisi innescata dalla pandemia di  Covid-19 e ciò che ha causato nella regione, vale a dire la perdita di oltre 60 mila posti di lavoro tra il 23 febbraio e il 31 maggio. Adesso però si intravedono segnali positivi "con la con la ripresa delle attività lavorative, nel mese di maggio, il saldo occupazionale è tornato ad essere positivo: +1.437 posizioni lavorative".

"Nel mese di maggio – si legge nel report dell’ente strumentale della Regione Veneto - il mercato del lavoro ha mostrato segni di vitalità e una ripresa dei flussi di assunzione, anche per effetto della ripartenza delle attività commerciali e turistiche. Se il turismo al momento rimane il settore più colpito dagli effetti della pandemia e registra da solo quasi la metà della contrazione occupazionale, con una riduzione di circa 30 mila posti di lavoro (la maggior parte stagional) e un calo delle assunzioni che nelle fasi più rigide del lockdown ha raggiunto picchi dell’86%, il venir meno dei vincoli alla mobilità tra regioni e, in parte, tra i Paesi europei potrebbe favorire la ripresa dell’occupazione anche in questo settore".

Per quanto riguarda i settori delle costruzioni e dell’agricoltura si legge: "Nell’ultimo mese hanno fatto registrare un significativo aumento delle assunzioni (rispettivamente +19% e +7%). Segnali di recupero si osservano anche in gran parte del manifatturiero (industrie metalmeccaniche, chimica-gomma, farmaceutico, legno-mobilio), nei servizi di pulizia, nelle attività professionali e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio. L’agricoltura, in particolare, si conferma, insieme ai servizi informatici, l’unico settore che mostra un saldo occupazionale positivo (+1.161 posizioni lavorative) dall’esordio della crisi".

I territori che hanno pagato il costo più alto delle misure di contenimento e della crisi sanitaria ed economica sono quelli con una maggiore incidenza delle attività stagionali. Al riguardo nella nota si osserva: "A Venezia tra fine febbraio e fine maggio si è registrata una perdita di quasi 26.000 posti di lavoro, a Verona oltre 17.000. Calo più contenuto nelle altre province: -5.600 a Padova, -4.900 a Treviso, -4.200 a Vicenza, -1.200 a Rovigo e -800 a Belluno. Ma in tutte le province la dinamica negativa si è attenuata nel mese di maggio, quando il mercato del lavoro ha mostrato segni di vitalità e una ripresa dei flussi di assunzione, anche per effetto della ripartenza delle attività commerciali e turistiche". (red)

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