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Verona. Tragedia Citrobacter all'Ospedale di Borgo Trento: 4 bimbi morti, 9 cerobrolesi, un centinaio i bambini colpiti dal dal virus. Comunicato dei candidati veronesi della Lista Daniela Sbrollini Presidente Italia Viva, Civica Per il Veneto, PSI e PRI

"Basta capri espiatori"


06.09.20 - Sulla tragica vicenda del batterio killer all'ospadale di Borgo Trento, i candidati veronesi della Lista Daniela Sbrollini Presidente Italia Viva, Civica Per il Veneto, PSI e PRI hanno diramato il seguente comunicato stampa dove si legge: "Nel più importante punto nascite del Veneto, dove avvengono più di 3.000 parti all'anno, è successo quello che ormai tutti stanno leggendo sulla stampa in questi giorni. Fa impressione ciò che evidenzia la relazione redatta dalla Commissione inviata a Verona per la tragica vicenda del Citrobacter nella Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Borgo Trento. Un centinaio di bambini colpiti dal virus! Quattro di loro sono morti, nove sono rimasti cerebrolesi! Colpisce soprattutto sapere che parliamo di un periodo che va dal 2015 allo scorso luglio.
Le famiglie, tutte, meritano giustizia! Meritano di conoscere la verità fino in fondo! E noi ci affianchiamo a loro nella richiesta.
"La gravità dei fatti accertati, il lungo periodo intercorso tra il primo manifestarsi dell’infezione e il momento della chiusura e bonifica del reparto di maternità, e soprattutto il fatto che per agire ed informare l’opinione pubblica sia stato necessario il coraggio delle madri delle vittime e l’azione promossa dall’ospedale Gaslini di Genova, mettono in seria discussione i vertici dell’Azienda".

E subito dopo si legge: "Per questo, e non per giustizialismo, riteniamo utile tutta una serie di riflessioni sui provvedimenti presi fin qui (prendiamo atto della sospensione dei tre dirigenti, Dottoressa Chiara Bovo, direttore Sanitario dell’Azienda ospedaliera, Giovanna Ghirlanda, Direttore medico della struttura sanitaria, Paolo Biban, primario di Pediatria).
Innanzitutto, alcune delle responsabilità tuttora oggetto di investigazione vanno condivise con il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, il  dott Francesco Cobello, nominato dallo stesso Zaia proprio cinque anni fa, che non è stato in alcun modo toccato, pur essendo stato egli l’artefice delle scelte di tipo organizzativo ed economico dell’azienda Ospedaliera, di cui quindi non poteva non sapere cosa stava accadendo all’interno.
"È mai possibile che i tagli operati da Cobello all’Azienda Ospedaliera Veronese abbiano fatto sì che ci si abbassasse ad usare l’acqua del rubinetto per la preparazione dei biberon per i neonati?!! Il fatto poi che lui, uomo di fiducia del Presidente Luca Zaia, non sia stato sospeso dal suo incarico come gli altri, pone seri dubbi anche sull’operato della Regione, poiché: o il Direttore Generale Cobello ha taciuto l’accaduto a Zaia, quindi Cobello va sospeso e in tal caso ci si domanda come mai la Regione (la Sanità è di sua competenza) non abbia vigilato attentamente; oppure Cobello ha avvisato Zaia e allora è quest’ultimo che non si è mosso per tempo!".

E questa è la conclusione della nota stampa: "Un intervento di Zaia è quindi necessario e ciò anche perché l’Ospedale della Donna e del Bambino è stato fortemente voluto dalla Regione ed è stato realizzato stravolgendo l’organizzazione preesistente. Ma, soprattutto, è l’unico modo che l’attuale Governatore ha per prendere le distanze da chi lui stesso ha nominato, in modo che sia chiaro a tutti che essere nominato da Zaia non può essere uno scudo alle proprie responsabilità! Responsabilità, tra l’altro, che per i singoli dovranno essere accertate dalla magistratura, certo, e chiediamo che questo avvenga in tempi brevi! Tuttavia non può scatenarsi una campagna d’odio contro medici ed infermieri, che fino a qualche mese fa definivamo eroi, quando è evidente che sono i tagli e le scelte di gestione che influiscono più di ogni altra cosa sulla sicurezza delle cure! I candidati veronesi della Lista Daniela Sbrollini Presidente Italia Viva, Civica Per il Veneto, PSI e PRI".

Da parte nostra una sola, amara, domanda: per quanto tempo sarebbe andata avanti la tragedia all'ospedale di Borgo Trento se non ci fosse stata una mamma coraggiosa a denunciare quei gravissimi fatti di malasanità che duravano da anni? (red)

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