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Referendum costituzionale, perché voteremo Sì


10.09.20 - Il 20 e il 21 settembre si voterà per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari di Camera e Senato (400 deputati e 200 senatori, dai 630 e 315 ).

Il taglio dei parlamentari è previsto dalla riforma approvata in Parlamento nell' ottobre 2019: praticamente con il sì di quasi tutti i partiti. Successivamente un quinto dei senatori, come previsto dal dettato costituzionale, ha richiesto di sottoporre la riforma al vaglio popolare. La richiesta, firmata da 71 senatori e depositata il 10 gennaio 2020, è stata ritenuta conforme all'articolo 138 della Costituzione dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione. Il 16 marzo 2020 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto CuraItalia in conseguenza dell’emergenza Coronavirus-Covid-19 che introduce, tra le altre misure, all’articolo 81, la posticipazione di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo, per cui arriviamo alla data del 20-21 settembre 2020.

Oggi - ad un anno di distanza - molti esponenti di quei partiti chiedono ai noi cittadini di fare il contrario di quello che hanno fatto loro dodici mesi fa, ossia votare no. Il dibattito sul taglio dei parlamentari e sul referendum va da sé che sia molto aspro tra le forze politiche. Un po' meno tra gli elettori. Si dice: è roba da populisti ... no è una battaglia storica della sinistra... è una spallata al governo con il no... terremoto istituzionale con il sì. Tralasciamo il discorso risparmio 80 milioni di euro per carità di patria.

Poiché si tratta di un referendum costituzionale, non è previsto quorum. Non importa quanti andranno a votare. Vince il quesito che prende più voti. Punto. Sulla scheda ci sarà una sola domanda con due risposte (Sì o No): "Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari', approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?".

Dunque voteremo Sì. Il motivo. Lo facciamo per rimettere tutto in movimento, tutto in discussione sperando che si possa ripartire con nuove energie. Occorre ricercare nuove regole istituzionali. Significa non aver paura di ripensare, significa avere coraggio di reinventare il gioco. La realtà stessa in cui viviamo si ridisegna in continuazione, ogni giorno ogni minuto. Con il Sì sarà la vittoria dei grillini? No! A causa della loro demagogia padronale di fondo, saranno i primi ad esplodere visto anche il triste esempio che hanno dato come amministratori pubblici e legislatori. Troppo attaccati al potere agguantato in poco tempo. Adesso sono dei "perdenti posto". La strada per loro è segnata in discesa: da elevati a banali.


Umberto Pivatello

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