Heos.it  Documenti    Febbraio 2016 

 

 

 
 
Cerere dei misteri: scoperti mutamenti inaspettati
nelle macchie luminose








Nella foto, immgine artistica delle macchie luminose di Cerere fotografate dalla sonda Dawn

16.03 - Rilevati cambiamenti inaspettati nelle macchie chiare viste sul pianeta nano Cerere. La mutazioni sono state riscontrate con lo spettrografo HARPS all'Osservatorio dell'ESO di La Silla in Cile . Nonostante Cerere appaia come non più di un punto di luce se visto dalla Terra, studi approfonditi della sua luce mostrano non solo le variazioni attese a causa della rotazione di Cerere, ma anche altri cambiamenti nelle macchie, come una maggior luminosità durante il giorno. Queste osservazioni suggeriscono che la materia di cui sono composte sia volatile e evapori grazie al calore della luce solare.

Cerere è il più grande corpo celeste in orbita nella fascia degli asteroidi, tra Marte e Giove, e l'unico di essi classificato come pianeta nano. La sonda Dawn della NASA è in orbita intorno a Cerere da più di un anno e ne ha mappato la superficie in gran dettaglio. Una delle maggiori sorprese è stata la scoperta di macchie molto luminose, che riflettono molta più luce del resto della superficie circostante più scura. La più evidente di queste macchie si trova all'interno del cratere Occator e suggerisce che Cerere sia un mondo più attivo degli asteroidi vicini.

Le nuove osservazioni molto precise effettuate con lo spettrografo HARPS installato sul telescopio da 3,6 metri dell'ESO a La Silla, in Cile, hanno non solo rivelato il moto delle macchie a causa della rotazione di Cerere intorno al proprio asse, ma hanno anche trovato variazioni inattese che suggeriscono che il materiale che forma le macchie sia volatile e evapori a causa dell'azione della luce del sole.

L'autore principale del nuovo studio, Paolo Molaro dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, racconta su Eso.org: "Appena la sonda Dawn ha rivelato le misteriose macchie chiare sulla superficie di Cerere, ho immediatamente pensato a quali effetti fossero misurabili da Terra. Mentre Cerere ruota, le macchie si avvicinano a Terra e poi si allontanano e questo ha un effetto sullo spettro della luce del Sole, riflessa dalla superficie, che arriva fino a Terra".

Cerere ruota su se stessa ogni nove ore e i calcoli hanno mostrato che l'effetto dovuto al moto delle macchie in avvicinamento o allontanamento dalla Terra a causa della rotazione sarebbe stato molto piccolo, dell'ordine di 20 chilometri all'ora. Ma questo moto è abbastanza grande da essere misurabile tramite l'effetto Doppler con strumenti ad alta precisione come HARPS.

L'equipe di astronomi dunque ha osservato Cerere con HARPS per poco più di due notti in luglio e agosto 2015. "Il risultato è stata una sorpresa", aggiungesu Eso.org Antonino Lanza, dell'INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania e coautore dell'articolo. "Abbiamo trovato nello spettro le variazioni attese, dovute alla rotazione di Cerere, ma con differenze considerevoli tra una notte e l'altra".

L'equipe ha concluso
che i cambiamenti osservati potrebbero essere dovuti alla presenza di sostanze volatili che evaporano per effetto della radiazione solare. Quando le macchie all'interno del cratere Occator sono sul lato illuminato dal Sole, si forma una foschia che riflette la luce del Sole in modo molto efficiente. La foschia evapora rapidamente, perde riflettività e produce i cambiamenti osservati. L'aione cambia da notte a notte, producendo effetti casuali aggiuntivi osservati su tempi scala sia brevi sia lunghi.

Se questa interpretazione venisse confermata, Cerere sarebbe molto diversa da Vesta e dagli altri asteroidi della fascia principale. Pur essendo relativamente isolato, potrebbe possidere un'attività interna. Si sa che Cerere contiene al suo interno molte riserve d'acqua, ma non è chiaro se questa sia legata alle macchie luminose. E la causa di questa continua perdita di materia dalla superficie non è ancora nota.

Dawn intanto continua a studiare Cerere e il comportamento delle sue strane macchie. Le osservazioni da terra con HARPS e altri strumenti potranno continuare anche dopo il termine della missione spaziale.

Vedi www.eso.org
 


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