Heos.it  Documenti    Febbraio 2016 

 

 

 
 
Studiosi della Sapienza propongono per la prima volta l'uso di un'antenna che permetterà
alle onde elettromagnetiche di “viaggiare” ovunque

Ricerche nei fondali marini: in futuro il radar a "onda leaky" sarà più efficace del sonar

25.03 La ricerca del relitto di un aereo o di una nave in fondo al mare è affidata oggi principalmente a strumenti che utilizzano la propagazione del suono sott'acqua, come il sonar. Finora non è stato possibile impiegare tecniche più sofisticate, come quelle che si basano sulle onde elettromagnetiche, per la presenza di fenomeni che ne attenuano la diffusione.

Un gruppo di ricerca dell'università Sapienza di Roma, di cui fanno parte Fabrizio Frezza e Nicola Tedeschi, del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni, ha proposto per la prima volta l’uso di una particolare antenna (detta antenna a onda leaky) che permette alle onde elettromagnetiche di “viaggiare” attraverso materiali con perdite, quali ad esempio i fondali marini.

Le onde elettromagnetiche, tra le quali vi sono la luce, i raggi X, le microonde, le onde radio, sono molto presenti nella vita quotidiana e si prestano grazie alla loro flessibilità e potenza a numerose applicazioni, dalla trasmissione di informazioni agli impieghi diagnostici.

Tuttavia le onde elettromagnetiche perdono di efficacia all’interno di particolari materiali, detti dissipativi, che intralciano la loro propagazione determinandone la trasformazione in altre forme di energia. L’antenna messa a punto dai ricercatori della Sapienza consentirebbe alle onde elettromagnetiche di muoversi all’interno dei materiali dissipativi senza perdere di potenza o addirittura amplificandosi.

“L’antenna funziona sfruttando le caratteristiche di queste particolari onde che presentano in certe regioni di spazio un’amplificazione del campo emesso -spiega Fabrizio Frezza. Le applicazioni di questi dispositivi potrebbero riguardare non soltanto l’individuazione di oggetti sepolti o immersi, ma anche la trasmissione di informazioni in mezzi con perdite, l’analisi di materiali e la microscopia, l’interazione con tessuti biologici.

Lo studio apre nuove strade allo sviluppo tecnologico di numerose applicazioni in campi dove finora potevano essere utilizzate solo le onde acustiche.

Vedi www.uniroma1.it 

 


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