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Un intruso dallo spazio interstellare:
l'asteroide è rossastro e molto allungato

Rappresentazione artistica dell'asteroide interstellare 'Oumuamua (credit eso.org)

21.11.17 - All'inizio era un puntino di luce che si muoveva velocemente nel Sistema Solare. Gli astronomi del telescopio Pan-STARSS 1 nella Hawai lo hanno osservato come da routine il 19 ottobre. Sembrava un tipico asteroide in rapido movimento, ma ulteriori osservazioni nei giorni seguenti hanno permesso di calcolare l'orbita con precisione. E a questo punto i calcoli hanno mostrato senza possibilità di dubbio che quel corpo celeste non proveniva dall'interno del Sistema Solare, come tutti gli altri asteroidi o comete osservati, ma dallo spazio interstellare. Per gli scienziati è stata una prima volta assoluta. I risultati delle osservazioni sono state pubblicate dalla rivista Nature ieri 20 novembre.

Pur se originariamente classificato come cometa, le osservazioni dell'ESO (European Southern Observatory) e di altri siti non hanno trovato nessun segno di attività cometaria dopo il passaggio dell'intrusoin prossimità del Sole nel settembre 2017. L'oggetto è stato quindi riclassificato come asteroide interstellare e chiamato 1I/2017 U1 - 'Oumuamua (in hawaiano).

"Dovevamo muoverci in fretta", spiega a eso.org il membro dell'equipe Oliver Hainaut dell'ESO a Garching. Germania. "`Oumuamua aveva già oltrepassato il suo punto di avvicinamento al Sole e stava tornando verso lo spazio interstellare". Il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO è stato quindi messo subito in azione per misurare l'orbita, la luminosità e il colore dell'oggetto con più precisione dei piccoli telescopi.

Combinando le immagini prese dallo strumento FORS sul VLT, usando quattro filtri diversi, con quelli di altri grandi telescopi, l'equipe di astronomi guidata da Karen Meech (Institute for Astronomy, Hawai, USA) ha scoperto che `Oumuamua varia di intensità in modo drammatico, di un fattore dieci, mentre ruota sul proprio asse ogni 7,3 ore.

Karen Meech spiega l'importanza della scoperta a eso.org: "Questa variazione di luminosità insolitamente grande significa che l'oggetto è molto allungato: circa dieci volte più lungo che largo, con una forma complessa e contorta. Abbiamo anche scoperto che ha un colore rosso scuro, simile agli oggetti delle zone esterne del Sistema Solare, e confermato che è completamente inerte, senza la minima traccia di polvere".

Queste proprietà suggeriscono che `Oumuamua sia denso, probabilmente roccioso o con un contenuto elevato di metalli, che non abbia quantità significative di acqua o ghiaccio e che la sua superficie sia scura e arrossata a causa dell'irradiazione da parte dei raggi cosmici nel corso di milioni di anni. Si è stimato che sia lungo almeno 400 metri.

Calcoli preliminari dell'orbita hanno suggerito che l'oggetto sia arrivato dalla direzione approssimativa della stella brillante Vega, nella costellazione settentrionale della Lira, a 25 anni luce dalla Terra. In ogni caso, anche viaggiando alla velocità di 95.000 km/h, c'è voluto così tanto tempo per questo viaggio interstellare fino al nostro Sistema Solare, che Vega non era nemmeno in quella posizione quando l'asteroide era là vicino circa 300.000 anni fa. `Oumuamua potrebbe aver vagato per la Via Lattea, senza essere legato a nessun sistema stellare, per centinaia di milioni di anni prima del casuale incontro con il Sistema Solare.

Gli astronomi stimano che un asteroide interstellare simile a `Oumuamua attraversi il Sistema Solare interno circa una volta all'anno, ma poichè sono deboli e difficili da trovare finora non erano mai stati identificati. Solo recentemente i telescopi per survey, come Pan-STARSS, sono diventati sufficientemente potenti per avere la possibilità di scovarli.

"Stiamo continuando a osservare questo oggetto, unico nel suo genere," conlclude Olivier Hainaut, "speriamo di riuscire a identificare con maggior precisione il suo luogo di origine e la prossima destinazione di questo suo viaggio galattico. E ora che abbiamo trovato la prima roccia interstellare, ci stiamo preparando per le prossime ...". (red)


vedi

www.eso.org
http://www.minorplanetcenter.org/mpec/K17/K17V17.html
 


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