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Ai massimi dell’ultimo decennio i prezzi dell’elettricità per i clienti domestici nel 2018, mentre per le utenze industriali piccole e medie sono risultati tra i più elevati dell’Ue, fatta eccezione per la grande industria che ha beneficiato di sgravi. Il 2019 invece registra un calo dei prezzi all’ingrosso con effetti positivi sui consumatori
Analisi trimestrale ENEA del Sistema energetico italiano:
più ombre che luci



04.04.19 - Peggiora l’andamento del sistema energetico nazionale sulla base di tre elementi-chiave: sicurezza energetica, prezzi ed emissioni di anidride carbonica (indice ENEA ISPRED - 8% su base annua). Per la prima volta in dieci anni si sono registrate cadute nella produzione da eolico e fotovoltaico (-3%) mentre permane una forte incidenza delle fonti fossili pari al 75% del totale e con le fonti green che si attestano al 20% del mix energetico (un punto percentuale in più rispetto al 2017).

I dati sono contenuti nell’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano curata dall’ENEA. Ma non è tutto. I Consumi di energia sono ancora in aumento nel 2018 in Italia (+1% rispetto all’anno precedente) sostanzialmente sulla spinta dei trasporti, mentre si registra un balzo in avanti della produzione idroelettrica (+31%) e un calo dei consumi di gas (-3,3%) e delle emissioni di anidride carbonica (-2%).

Il rapido incremento dei consumi dei prodotti petroliferi nei trasporti (+4%) ha di fatto controbilanciato il calo delle altre fonti fossili; inoltre, l’aumento delle rinnovabili elettriche (+12%) è un dato positivo solo in apparenza in quanto legato a un fattore congiunturale quale la ripresa dell’idroelettrico”, spiega Francesco Gracceva, l’esperto che coordina l’analisi ENEA.

Aggiunge: “In questo scenario diventa più complesso raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che il paese si è dato. Il problema è che sono ormai quattro anni che i consumi di energia si muovono sostanzialmente in parallelo con la crescita economica, mentre un elemento centrale della decarbonizzazione è rappresentato da un aumento dei consumi energetici molto più contenuto rispetto al PIL”.

A conferma di queste criticità dunque è il nuovo peggioramento dell’indice ENEA ISPRED. “Il netto peggioramento degli indicatori relativi alle fonti rinnovabili all’interno dell’ISPRED è un segnale del rischio che l’Italia non riesca a raggiungere il target del 30% di rinnovabili al 2030; e lo stesso rischio riguarda gli obiettivi di riduzione delle emissioni”, conclude Gracceva.

Tra i segnali che destano preoccupazione anche il crescente disavanzo commerciale del nostro Paese nelle tecnologie collegate alla transizione energetica. In particolare, il disavanzo per la mobilità low carbon ha raggiunto la cifra di 1,2 miliardi di euro (periodo gennaio-novembre 2018), sostanzialmente per l’acquisto di veicoli ibridi. (red.)

Vedi
http://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano
 


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