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Nell'embrione umano fotografati
resti evolutivi vecchi di 250 milioni di anni


Vista dorsale della mano sinistra di un embrione umano di 10 settimane (foto eurekalert.org)
03.10.19 - Numerosi muscoli atavici degli arti - eredità dell'ultimo antenato comune nel passaggio dai rettili sinapsidi ai mammiferi risalente a 250 milioni di anni fa - sono ancora presenti negli esseri umani nelle prime settimane di vita per poi scomparire nei successivi mesi di gestazione.

La clamorosa scoperta è stata fatta da un team di biologi evoluzionisti guidato da Rui Diogo della Howard University (Usa) utilizzando nuove tecnologie che forniscono immagini 3D di alta qualità di embrioni e feti umani. I muscoli in questione sono 30 e si trovano nelle mani e nei piedi. Si formano nelle prime 7 settimane di sviluppo del feto per scomparire a partire dalla 13 settimana di gestazione. Questa sequenza demolisce il mito secondo cui nello sviluppo prenatale tendiamo a diventare più complessi, con più strutture anatomiche come i muscoli che si formano continuamente dalla scissione dei muscoli precedenti.

Questi risultati offrono nuove intuizioni su come le nostre braccia e gambe si sono evolute da quelle dei nostri antenati, e anche su variazioni e patologie umane odierne, poiché i muscoli atavici sono spesso trovati come variazioni rare nella popolazione umana comune o come anomalie riscontrate negli esseri umani nati con malformazioni congenite. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Development. (red)

vedi
https://eurekalert.org
 


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