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I resti sono stati rinvenuti nel sito archeologico di Schöningen, in Germania.
Risalgono a 300.000 anni fa e aprono un nuovo scenario ambientale


Quando gli elefanti regnavano nel Nord Europa
 

  I resti dell'elefante preistorico ritrovati  nel sito di Schöningen, in Germania
(credit: uniroma1.it/ Ivo Verheijen)
 


Nella foto da sinistra, Flavio Altamura e Jordi Serangeli ( (credit: uniroma1.it/ Karl-Heinz Dube)
26.05.20 - Ritrovato uno scheletro quasi completo di elefante preistorico, insieme a strumenti d’osso, schegge di pietra e a numerose impronte nel terreno. Teatro del rinvenimento dei resti databili a circa 300.000 anni fa è il sito archeologico di Schöningen, in Germania. La squadra di ricercatori che ha operato nel sito è stata diretta da Jordi Serangeli e da Nicholas Conard - rispettivamente del Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza e dell’Università di Tübingen.

Schöningen è senz’ombra di dubbio uno dei siti dell’età della pietra più importanti al mondo. In passato ha fornito preziose informazioni sulla flora, la fauna e sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000 anni fa, durante il Pleistocene. La nuova, importante scoperta permette di ricostruire uno scenario piuttosto inaspettato del nord Europa del tempo.

Lo studio - pubblicato sulla rivista tedesca Archäologie in Deutschland - conferma come quelle terre, nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero abitate da molti animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri dai denti a sciabola e appunto grossi elefanti. Infatti, sebbene il sito si trovi nell’Europa centro-settentrionale, i ricercatori hanno escluso che si trattasse di un mammut, bensì di un Palaeoloxodon antiquus (altezza oltre 4 metri), un tipo di elefante con le zanne dritte, identificato anche in molti siti in Italia, confermando che la specie non fosse diffusa solo in ambienti caldi, ma anche molto più a nord.

L’elefante rinvenuto a Schöningen morì probabilmente per cause naturali, sulla sponda di un antico lago che occupava la zona durante il Pleistocene. Le analisi archeozoologiche hanno confermato che si tratta dello scheletro di un elefante anziano, forse di una femmina, alto più di 3 metri e pesante quasi sette tonnellate, con zanne lunghe oltre due metri.

Il fatto che questi animali popolassero l’area, è stato confermato anche dalle decine di impronte fossili ritrovate a circa cento metri dallo scheletro. "Un branco di elefanti giovani e adulti, deve essere passato di qui - spiega Flavio Altamura della Sapienza, responsabile dell’analisi e dell’interpretazione delle tracce - I pesanti animali camminavano lungo la riva dell’antico lago e le loro zampe sono affondate nel fango e nella torba, lasciando delle depressioni circolari con un diametro massimo di 60 cm. Grazie all’eccezionale stato di conservazione del materiale organico nel sito di Schöningen, abbiamo addirittura rinvenuto nelle impronte alcuni frammenti di legno schiacciati dal peso degli elefanti".

Lo scheletro dell’elefante, trovato nell’antico lago, era conservato in maniera straordinaria, permettendo così agli archeologi di identificare chiaramente entrambe le zanne, la mandibola completa, le vertebre, le costole, tre degli arti e addirittura tutte e cinque le ossa che sorreggono la lingua (le ossa ioidi).

I segni conservati nelle ossa dell’elefante hanno permesso di capire che vari animali carnivori si cibarono della carcassa e che anche l’Homo heidelbergensis, nostro antenato, ne approfittò: 30 schegge di selce e due ossa, di cui una sicuramente di cervo, sono state rinvenute intorno allo scheletro e alcune tra le ossa dell’elefante. I cacciatori del Paleolitico sono intervenuti sulla carcassa, usando le schegge per tagliare carne, grasso e tendini, e probabilmente hanno utilizzato altri strumenti ossei per riaffilare gli strumenti litici.

Lo studio è un importante tassello nella ricostruzione del paesaggio di questa area geografica durante la Preistoria, ma anche delle abitudini dei gruppi umani e animali che la abitavano. (red)

Vedi
www.uniroma1.it 

Video sulla scoperta sono stati pubblicati dal Research Centre Schöningen su YouTube:
https://youtu.be/TleERYheZVE
https://youtu.be/O41_lBI-368

Riferimenti:
Jordi Serangeli, Ivo Verheijen, Bárbara Rodríguez Álvarez, Flavio Altamura, Jens Lehmann and Nicholas J. Conard. Elefanten in Schöningen - Archäologie in Deutschland 2020 / 3, pp. 8-13.
 

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