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Tecnologie all’avanguardia, motori a basse emissioni e propulsore ibrido
Nasce “Dohrn”, la nuova nave oceanografica della Stazione Zoologica di Napoli
 



Immagine artistica della nave oceanografica Anton Dohrn
della Stazione Zoologica di Napoli (credit: szn.it)
07.07.21 - Sonar di ultima generazione per la mappatura tridimensionale dei fondali; robot sottomarini e tecnologie in grado di operare a oltre 2.000 metri di profondità; sensori e strumentazioni avanzate per la misurazione dello stato di salute dei mari; motori silenziosi e non inquinanti per non disturbare gli abitanti dei mari: tutto questo è la "Dohrn", la nuova nave oceanografica della Stazione Zoologica Anton Dohrn (Szn) dell'Istituto di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine di Napoli. Lunga 35 metri, potrà ospitare 14 ricercatori e 6 membri di equipaggio e sarà dotata delle più moderne strumentazioni tecnologiche. La costruzione della “Dohrn" è stata avviata da pochi mesi nei Cantieri navali cilentani. La messa a mare è prevista entro la fine del 2022.

L’Italia, a differenza di altri paesi Europei che vantano una lunga tradizione di esplorazione marina, come la Francia e la Germania, possiede pochissime navi oceanografiche che però sono indispensabili alla ricerca marina. A parte la nave rompighiaccio “Laura Bassi”, che viene impiegata principalmente per le ricerche polari.

Con la “Dohrn” adesso cambia lo scenario. Grazie ai finanziamenti del ministero Università e Ricerca nell’ambito del progetto PON PRIMA “Potenziamento Ricerca e Infrastrutture Marine (EMBRC –IT)”, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha avviato il potenziamento delle proprie infrastrutture per la ricerca, che le permetteranno di potenziare gli studi nel mare profondo e in ambienti estremi come i vulcani sottomarini per studiarne la vita, l’ecologia e le opportunità biotecnologiche.

L’innovativa nave oceanografica, è frutto di una collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e il gruppo di ricerca guidato dal prof. Carlo Bertorello ed è già in costruzione nei Cantieri navali cilentani.

La “Dohrn” sarà dotata di stabilizzatore giroscopico di ultima generazione, che permetterà di lavorare in condizioni stabili anche in condizioni di mare mosso. La dotazione di una “moon pool”, una piscina interna, permetterà di calare in mare le sofisticate strumentazioni.

Le dimensioni, la motorizzazione avanzata a basso impatto ambientale e la propulsione ibrida (con motore elettrico per spostamenti fino a 6 nodi) permettono a questa nave di essere gestita da un equipaggio ridotto e di consumare pochissimo carburante, mantenendo, quindi, costi di esercizio e di manutenzione estremamente bassi. Non è tutto. Con un’autonomia di almeno 10 giorni, potrà raggiungere ogni angolo del Mediterraneo.

La nave avrà una velocità massima di oltre 16 nodi, ma potrà navigare anche a velocità bassissime di meno di un chilometro orario, quando sarà necessario per le indagini biologiche e ambientali. Un sistema di navigazione computerizzato all’avanguardia permetterà alla nave di mantenere una posizione fissa in mezzo al mare e di compiere le più complesse manovre, con uno scarto di pochissimi centimetri, caratteristica indispensabile per calare strumenti sul fondale in maniera estremamente precisa.

La strumentazione

A bordo saranno presenti: un sonar per la mappatura tridimensionale dei fondali; un veicolo robotico dotato di potenti braccia meccaniche in grado di operare in ambienti profondi; strumenti acustici per la misurazione delle correnti marine; sensori di ultima generazione per misurare in maniera estremamente precisa i parametri chimici e fisici dei mari e di quelli biologici ed ecologici. La dotazione include inoltre sistemi con controllo remoto per la raccolta del plancton e il campionamento dei sedimenti marino.

Le dotazioni della nave comprendono anche una porzione dedicata alle attività subacquee in immersione, con spazi per la ricarica delle bombole e l’alloggiamento delle attrezzature dei ricercatori Scuba. La “Dohrn” sarà dotata di un veloce battello pneumatico per trasportare i subacquei dove non si potrà arrivare con la nave. Nella parte più alta della nave trova spazio una piattaforma per il decollo e l’atterraggio dei droni, necessari per le operazioni di rilevamento aereo del mare e delle coste. La struttura della nave è molto robusta ed è stata pensata per ospitare un batiscafo sottomarino che permetterà ai ricercatori di vedere con i propri occhi gli angoli più profondi dei nostri mari.

Tre laboratori

All’interno della nave lo spazio è stato organizzato per facilitare al massimo le attività di ricerca con un laboratorio umido sul ponte a pochi metri dall’area dove arriveranno i campioni, un laboratorio asciutto dove condurre le più delicate analisi sui campioni raccolti e un laboratorio oceanografico dove si controllerà tutta la strumentazione elettronica, compreso il sonar e il veicolo robotico. Oltre agli spazi per la ricerca, la nave sarà dotata di una efficiente cucina, di una comoda sala da pranzo e di confortevoli cabine per i ricercatori e l’equipaggio che trascorreranno lungo tempo in mare.

«Siamo molto orgogliosi di questa nuova nave da ricerca – afferma il presidente della Stazione zoologica Anton Dohrn, Roberto Danovaro – che potenzierà moltissimo le infrastrutture per le attività a mare dell’ente, rendendolo capace di lavorare sulla scala dell'intero bacino Mediterraneo. La Dohrn, che vedrà la luce entro la fine del 2022, è interamente frutto della capacità italiana di innovare e costruire tecnologie d’avanguardia. Sarà la nave tecnologicamente più avanzata per le attività di ricerca mare del nostro Paese, potrà lavorare su tematiche interdisciplinari, con un occhio particolare alle ricerche volte alla biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi marini e comprendere lo stato di salute dei nostri mari».

Al riguardo, Carlo Bertorello, docente di Architettura Navale all’Università di Napoli “Federico II” e responsabile del progetto Nave Dohrn , spiega: «La nave ha delle attrezzature in coperta che permettono di maneggiare strumenti in profondità molto elevate fino 2.000 anche 2.500 metri e potrà essere dotata di un batiscafo che ospiterà due persone con la possibilità di immergersi fino a 1500 metri».
«Saremo in grado di organizzare – conclude Fabio Conversano, tecnologo del Dipartimento Infrastrutture di ricerca per le risorse biologiche marine della Szn –campagne oceanografiche interdisciplinari, partendo da acquisizioni nell'ambito della geologia, dell’oceanografia fisica, chimica e biologica, fino alle più sofisticate analisi biologiche». (red.)

Vedi
http://www.szn.it/index.php/it/
 


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