Veneto capitale del cinema e della visione

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13.04.26 – Veneto capitale del cinema e della visione

Gian Piero Brunetta,
Veneto capitale del cinema e della visione
Dal cannocchiale di Galileo al cinema di Mazzacurati

Dueville (Vi), Ronzani Editore, 2026, pp. 436, euro 34,00

13.04.26 – Il Veneto è stato per secoli un laboratorio unico di civiltà e cultura. A partire dall’uso pubblico del cannocchiale da parte di Galileo, passando per il primo Laboratorio Sperimentale universitario creato a Padova da Giovanni Poleni, le scienze e lo spettacolo iniziano tra Venezia, Padova, Bassano. Un cammino comune che vede svilupparsi nel corso dei secoli una vera e propria inedita civiltà della visione. Una civiltà che darà vita a una nuova specie umana di viaggiatori nelle immagini, che si avvale di un enorme numero di venditori di stampe popolari prodotte a Bassano dai Remondini e diffuse in tutta Europa. E da un numero altrettanto ampio di piccoli impresari di spettacoli ottici con le lanterne magiche o i Pantoscopi (popolari strumenti ottici di intrattenimento, precursore dei visori moderni). Nel Novecento il cinema è apparso come il mezzo comune più rapido per affacciarsi alla modernità. E in tutte le città venete il pubblico ha risposto in massa al richiamo delle prime sale dai nomi paradisiaci e luminosi come Eden, Splendor, Lux e Cinema Paradiso.

Con la lucidità dello storico e la sensibilità del narratore, Gian Piero Brunetta intreccia tra loro le vicende del territorio e quelle del cinema. Racconta come la settima arte sia stata testimone del mutare di un’epoca – nelle trasformazioni del paesaggio e della società – e in quale misura abbia contribuito, al tempo stesso, a formarne l’immagine. Grandi maestri e memorabili storie, ambientate in laguna e tra le pianure venete, hanno offerto prospettive e nuove visioni su un mondo in continua e rapida evoluzione agli intellettuali e scrittori che in un certo momento hanno incontrato il cinema e offerto un loro importante contributo creativo. Ne emerge un affresco in cui il Veneto diventa fucina, bottega e fabbrica di talenti, luogo di memoria, meridiano, con la Mostra del cinema di Venezia, del cinema mondiale e capitale ideale di un immaginario cinematografico che ha saputo parlare al Paese e oltre.
Tra forza creativa, entusiasmi e contraddizioni, questa è la storia di come la lente della macchina da presa abbia contribuito a fare del Veneto una capitale simbolica del nostro tempo.

L’autore. Gian Pietro Brunetta emerito di Storia del cinema all’Università di Padova; ha insegnato in Francia, Spagna e Stati Uniti. Tra i suoi lavori la Storia del cinema italiano (1979-1982, più volte aggiornato), Buio in sala (1989), Cent’anni di cinema italiano (1991), Il viaggio dell’Icononauta (1997), Guida al cinema italiano (2003, ripubblicato nel 2024 con il titolo Il cinema italiano. Una storia grande), La Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 1932-2022 (2022), Pasolini e il cinema (2025).
Per Einaudi ha curato la Storia del cinema mondiale (1999-2001) e il Dizionario dei registi del cinema mondiale (2005-2007). Ha collaborato per vent’anni con «Repubblica», con Gianfranco Mingozzi per Storie di cinema e di emigranti e con Ettore Scola per Splendor. Nel 2017 ha vinto il Premio Feltrinelli dei Lincei e nel 2020 il Premio Acqui Storia Divulgazione.

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