08.06.26 – In merito alla proposta di riforma nazionale della medicina generale e al confronto tra le parti in calendario per Il 15 giugno Il segretario del sindacato Fimmg (Federazione italiana Medici di Medicina Generale) Enrico Peterle, in un comunicato commenta gli sviluppi del dibattito sulla riforma Schillaci: «Se davvero si sta prendendo atto delle criticità emerse attorno alla proposta di riforma nazionale della medicina generale, è una buona notizia per i cittadini prima ancora che per i medici. Adesso però bisogna concentrarsi sulle vere priorità della sanità territoriale e costruire soluzioni concrete attraverso il confronto».
Subito dopo nel documento si legge: «Il dibattito nazionale delle ultime settimane ha dimostrato che il rafforzamento dell’assistenza territoriale non può passare attraverso interventi calati dall’alto. La medicina generale è una componente essenziale del Servizio sanitario nazionale e il suo futuro va costruito insieme a chi ogni giorno lavora sul territorio. Servono condivisione degli obiettivi e capacità di programmazione, non scorciatoie».
E sugli investimenti da fare, Peterle, nel documento, sottolinea: «Da tempo sosteniamo che le Case della Comunità rappresentino una grande opportunità per avvicinare i servizi ai cittadini e migliorare l’integrazione tra le diverse figure professionali ma senza medici di famiglia, infermieri, personale amministrativo e professionisti sanitari adeguati rischiano di trasformarsi in scatole vuote. È questo il tema che riporteremo con forza al tavolo del 15 giugno».
Il segretario quindi rilancia la sua proposta: «Siamo pronti a costruire insieme alla Regione un vero e proprio “modello Veneto” delle cure territoriali dando vita a reali percorsi di cura all’interno delle Case della Comunità, trasformandole in autentici progetti di salute capaci di produrre benefici concreti per i cittadini. Servono investimenti, programmazione e una visione di lungo periodo. Non basta inaugurare nuove sedi: occorre garantire che al loro interno operino professionisti in grado di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Bene, infine, che si stiano ridimensionando le ipotesi di riforma della medicina generale. Quella del 30 giugno era una scadenza ben nota da tempo, la bozza della riforma Schillaci che abbiamo tutti letto non avrebbe risolto nulla. La sanità territoriale si rafforza con il dialogo e con la contrattazione, non con provvedimenti che rischiano di creare ulteriore incertezza. Dal tavolo del 15 giugno ci aspettiamo una proposta seria, sostenibile e adeguata anche dal punto di vista economico. Il momento di investire sulla medicina del territorio è adesso». (Red.)
Vedi
https://www.fimmg.org/it/Veneto
Vedi anche
https://gazzettadiverona.it/category/in-libreria-2026/
https://gazzettadiverona.it/category/in-libreria-25/
https://heos.it/category/libri-in-vetrina-26/
https://heos.it/category/libri-in-vetrina-25
