Foreste urbane al 30% per ridurre l’impatto delle ondate di calore

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A Sinistra, stima dell’esposizione e del rischio: i colori scuri indicano una maggiore esposizione alle ondate di calore e al rischio di mortalità degli over 65. A destra, stima della riduzione dell’esposizione e del rischio: i colori scuri indicano maggiori benefici dovuto all’aumento della copertura arborea (credi: cnr.it)

26.06.26 – Raggiungere almeno il 30 per cento di copertura arborea potrebbe diminuire significativamente l’impatto delle temperature elevate nelle città italiane. È quanto emerge dallo studio su un campione di dieci città italiane eseguito da un team dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iret) e del College of Environmental Science and Forestry della State University of New York (SUNY-ESF), pubblicato nella rivista Nature Partner Journal Urban Sustainability. Il gruppo ha analizzato i dati di Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Roma, Torino e Verona, città diverse per dimensione e condizioni geografiche.

Cosa sarebbe accaduto in queste città se ogni quartiere avesse avuto almeno il 30 per cento di copertura arborea, durante la storica ondata di calore dell’estate del 2003? Stando alle stime si sarebbe potuto abbassarne di circa il 36% l’impatto, misurato come eccesso di mortalità da calore nella fascia di età dai 65 anni in su.

Gli autoriTheodore Endreny, Marco Ciolfi, Anna Endreny, Francesca Chiocchini e Carlo Calfapietra del Cnr-Iret e della State University of New York – hanno utilizzato il sofisticato modello climatico urbano “i-Tree Cool Air”, che combina dati su temperatura, umidità, copertura del suolo e vegetazione, stimando come gli alberi raffreddino l’ambiente attraverso ombreggiamento ed evapotraspirazione, cioè il processo con cui rilasciano acqua nell’atmosfera contribuendo a dissipare il calore.

«I benefici sarebbero particolarmente importanti nei quartieri più cementificati e densamente abitati, dove l’effetto dell’isola di calore urbana si manifesta più intenso. Il raffreddamento prodotto dipende anche dalla disponibilità d’acqua: nei climi mediterranei, sempre più soggetti a siccità, potrebbe essere necessario integrare infrastrutture verdi e sistemi efficienti di gestione delle acque per mantenere gli alberi in salute senza aumentare eccessivamente l’umidità». spiegano Ciolfi e Chiocchini.

Al riguardo, Anna e Theodore Endreny, aggiungono e concludono: «Rispetto all’urgenza di preparare le città al caldo estremo, questo lavoro di ricerca propone una soluzione concreta. Le foreste urbane possono diventare una soluzione per la resilienza climatica, a beneficio della salute pubblica e della qualità della vita, assieme a maggiori superfici permeabili e sistemi di gestione dell’acqua piovana. Contiamo di sviluppare modelli dettagliati, in modo da identificare i quartieri deputati alla dimora di nuovi alberi» .

Il lavoro evidenzia anche altri benefici: minor inquinamento atmosferico e deflusso di acque piovane grazie a superfici più permeabili, maggiore assorbimento di CO₂. Nel complesso, l’incremento di alberi sarebbe associato a benefici ambientali collaterali forniti dai servizi ecosistemici che mediamente si stimano sui 56 mila dollari all’anno per chilometro quadrato. (Red.)

Vedi
https://www.cnr.it
https://www.nature.com/articles/s42949-025-00219-7
https://gazzettadiverona.it/category/ambiente/

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