Renzo Arbore
Mettetevi comodi
Vita, peripezie e tutto il resto,
Intervistato da Andrea Scarpa
Milano, Fuoriscena, 2025, pp. 288, euro 18,50
19.03.26 – «Ha visto gli ufo. Ha vissuto come Robinson Crusoe per due settimane. Ha consultato a lungo un mago. È stato rapito, è stato sospettato di essere coinvolto in un omicidio, si è rifiutato di vestire i panni di Pio XII in una serie tv internazionale…». Mettetevi comodi è il racconto sul filo della memoria di una vita straordinaria. Renzo Arbore compone per la prima volta in queste pagine il suo personalissimo autoritratto, in un lungo viaggio scandito dalle domande di Andrea Scarpa, che incrocia pubblico e privato, tra avventure e sogni, viaggi e incontri, amicizie e amori. Con tanti episodi mai raccontati prima.
Un’immersione nel mondo di un artista unico, che negli anni ha saputo rivoluzionare la radio e la tv come nessun altro. Che ha scoperto e lanciato più di cento talenti, da Roberto Benigni a Lucio Battisti, Nino Frassica… Che ha conosciuto e frequentato quasi tutti i protagonisti della cultura italiana e dello spettacolo degli ultimi sessant’anni, da Luciano De Crescenzo a Federico Fellini, Gigi Proietti, Monica Vitti, Vittorio Gassman, Paolo Villaggio… E poi il cinema, con due film di culto come Il Pap’occhio e “FF.SS.” Cioè, “… che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”, e la straordinaria impresa musicale dell’Orchestra Italiana, viaggio nella grande tradizione della canzone napoletana che per trent’anni l’ha portato a tenere la cifra record di milleseicento concerti in giro per il mondo. Una vita quasi non gli basta, ripercorrerla lasciandosi incantare dalle tante storie irresistibili diventa anche un modo per raccontare l’Italia e come è cambiata. (Red.)
L’autore. Renzo Arbore (1937, Foggia) musicista, attore, conduttore e regista italiano. Raggiunge il successo, insieme a G. Boncompagni, come innovativo autore-conduttore del mitico programma radiofonico Bandiera Gialla. Approdato alla televisione, alla irriverente comicità goliardica di M. Marenco e F. Bracardi aggiunge l’umorismo surreale di R. Benigni e trasferisce poi il tutto al cinema, scrivendo, dirigendo e interpretando Il pap’occhio (1980), irrispettoso e surreale film comico che subisce ancor oggi una «muta e non dichiarata censura», e F.F.S.S. (Federico Fellini Sud Story), cioè… che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene? (1983), parodistica storia di un debutto sanremese. Talento eclettico, oltre a qualche cammeo come attore (Odore di pioggia, 1989, di N. Cirasola) è stato anche supervisore musicale di Cari fottutissimi amici (1994) di M. Monicelli.
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