27.10.25 – L’Intelligenza Artificiale che si fa largo tra le PMI venete e la trasformazione digitale e sostenibile in atto, sono stati il focus dei lavori che si sono tenuti il 25 ottobre scorso nella sede della Camera di commercio scaligera. L’iniziativa è stata promossa da Unioncamere Veneto e Regione del Veneto, con il sostegno delle cinque Camere di commercio del territorio e il coordinamento scientifico delle università di Padova, Ca’ Foscari Venezia e Verona. Avviato lo scorso mese di marzo, il progetto ha coinvolto circa 200 aziende venete in un cammino di crescita articolato in quattro moduli, dedicati ad altrettanti temi strategici: marketing digitale, industria 4.0, intelligenza artificiale e, in divenire, i nuovi modelli di business sostenibile.
L’appuntamento scaligero ha messo in luce il potenziale dell’intelligenza artificiale come leva di competitività. Dieci gruppi di lavoro, composti da imprenditori, manager e dodici docenti universitari esperti in discipline che spaziano dall’economia alla gestione aziendale, dalla finanza alla sostenibilità, hanno presentato i progetti sviluppati durante le settimane di formazione. Dalla previsione della domanda alla gestione intelligente dei flussi di magazzino, fino alla personalizzazione dell’offerta per i clienti: i casi illustrati hanno mostrato come l’IA possa essere utilizzata in modo pratico e sostenibile, migliorando efficienza e capacità decisionale anche nelle realtà di piccole dimensioni.
Il progetto ha unito in un’unica rete i tre principali atenei veneti – Padova, Ca’ Foscari Venezia e Verona – che, pur con specificità diverse, condividono la missione di accompagnare le imprese nel cambiamento digitale e sostenibile. E l’attenzione non si limita solo agli aspetti tecnici: al centro del percorso ci sono le persone, la capacità organizzativa e il cambiamento culturale necessario per accogliere l’innovazione.
«Il Veneto è un laboratorio di eccellenze che guarda oltre i propri confini. La collaborazione tra imprese, università e istituzioni pubbliche è la chiave per attrarre risorse europee e tradurle in opportunità concrete» è stato sottolineato tra l’altro durante il convegno. «L’intelligenza artificiale è una sfida globale, ma la risposta deve partire dai territori, dalle reti locali e dalla capacità di fare squadra. Le imprese hanno sperimentato l’AI in casi d’uso concreti, scoprendo che la tecnologia può essere accessibile e adattabile anche alle loro dimensioni. Questa è la chiave per rendere l’innovazione diffusa e inclusiva».
L’iniziativa ha creato una comunità di apprendimento e collaborazione tra imprenditori, ricercatori e professionisti. La contaminazione tra competenze diverse ha favorito una visione più ampia del ruolo che la tecnologia può avere nel rendere le imprese più resilienti, sostenibili e competitive.
Dopo l’appuntamento di Verona, il progetto sarà presentato a metà novembre a Vicenza, con l’ultimo modulo dedicato agli impatti della trasformazione digitale e sostenibile sui modelli di business delle PMI. Sarà un momento di riflessione e sintesi, ma anche di proiezione verso il futuro, per capire come le esperienze maturate nei diversi percorsi possano tradursi in strategie di lungo periodo.
All’appuntamento di Verona sono intervenuti: Michelangelo Dalla Riva, Segretario Generale della Camera di commercio di Verona; Filippo Mazzariol, responsabile progetti europei dell’Eurosportello del Veneto di Unioncamere del Veneto; Cecilia Rossignoli, professore ordinario di Organizzazione Aziendale all’università di Verona; Eleonora DiMaria, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’università di Padova e Vladi Finotto, professore associato di Economia e Gestione delle Imprese all’università Ca’ Foscari di Venezia. (Red.)
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