13.03.26 – In arrivo veri e propri “codici invisibili” da applicare su merci e prodotti, per garantire la tracciabilità e rafforzare il circuito del riciclo delle plastiche. La nuova tecnologia di marcatura fa parte del progetto che nascerà grazie a ELISET (Emission Lifetimes technology for sorting, Security and Traceability), e finanziato con 2,36 milioni di euro da EIC Transition, il programma di finanziamento europeo che sostiene lo sviluppo di soluzioni innovative dal laboratorio al mercato.
Il progetto rappresenta una nuova tappa di un percorso di ricerca e trasferimento tecnologico iniziato oltre dieci anni fa all’Università di Bologna e proseguito con la nascita dello spin-off “Sinbiosys”.
«ELISET si colloca in un momento cruciale per l’Europa: la filiera del riciclo delle plastiche sta affrontando una fase complessa, tra pressioni economiche, richieste di qualità e quantità sempre più elevate e necessità di rendere il riciclo davvero competitivo», spiega Paola Ceroni, professoressa al Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna e cofondatrice di Sinbiosys. Aggiunge: «In questo contesto, la disponibilità di flussi di materiali più facilmente identificabili e più puri diventa un elemento decisivo: è la condizione per aumentare il valore del riciclato e rafforzare la sostenibilità industriale del settore. La soluzione sviluppata da ELISET si basa su nanocristalli di silicio luminescenti (silicon quantum dots): marcatori invisibili a occhio nudo che non alterano l’aspetto dei prodotti, ma consentono un’identificazione rapida e affidabile tramite sistemi ottici dedicati. Oltre al “colore” di emissione, la tecnologia sfrutta anche il tempo di decadimento della luminescenza: una firma temporale che rende la codifica più robusta e particolarmente efficace sia per la tracciabilità sia per l’anticontraffazione come il greenwashing (o ecologismo di facciata, una strategia di marketing ingannevole in cui aziende, enti o istituzioni promuovono un’immagine ecosostenibile non supportata da fatti concreti, ndr). Questo approccio permette di integrare la tracciabilità nei materiali e di collegarla a sistemi digitali per la gestione delle filiere».
E conclude: «Con ELISET vogliamo dimostrare che risultati di ricerca avanzata possono tradursi in soluzioni concrete e tempestive per affrontare alcune delle sfide più urgenti della transizione ecologica: dalla qualità del riciclo alla trasparenza delle catene del valore, fino alla tutela dei prodotti e dei materiali». (Red.)
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