Il mito infranto

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18.09.25 - il mito infranto

Antonio Galdo,
Il mito infranto,
Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto

Torino, Codice Edizioni, 2025, pp.192, euro 19,00

18.09.25 – Una delle parole più in voga in questi anni è «sostenibilità», ma a forza di appiccicarla ovunque ne abbiamo smarrito il significato essenziale: non esiste infatti una sostenibilità che prescinda dalla riduzione delle disuguaglianze, da una distribuzione meno concentrata della ricchezza, dal colmare l’abisso di «un mondo dove in una stanza si crepa e nell’altra si spreca». Invece, il modello di sviluppo green che si è imposto, sganciato dalla sua radice originaria, ha creato nuove fratture, nuovi muri e nuovi privilegi a vantaggio di ristretti gruppi di fortunati. Antonio Galdo, giornalista e scrittore esperto di tematiche ambientali, analizza alcuni settori chiave della nostra società, della nostra economia e della nostra vita quotidiana – il cibo, l’auto elettrica e la mobilità in generale, il clima, le città e l’intelligenza artificiale – e dati alla mano fotografa la deriva in atto sotto l’etichetta della sostenibilità. Una deriva, suggerisce Galdo, che può essere arginata da due fattori: i nostri stili di vita e la riconquista del primato della politica sulla tecno-finanza.

Una critica lucida e impietosa della falsa applicazione del concetto di sostenibilità, che sta peggiorando in modo sostanziale gli equilibri del pianeta e aumentando le disuguaglianze. «Un’élite di donne e uomini ha conquistato lo status di consumatori verdi, mentre la maggioranza annaspa per non rinunciare al proprio tenore di vita. L’effetto è devastante e rovescia le più elementari leggi delle società inclusive, dove i consumi condivisi rappresentano il primo segnale di un benessere che si allarga. La falsa sostenibilità, introdotta come un marchio di fabbrica, spacca in due l’universo dei consumatori: lusso, ricchezza e benessere da una parte; impoverimento e rancore sociale dall’altra».

L’autore. Antonio Galdo (1957, Napoli) giornalista e scrittore, ha lavorato da inviato e editorialista per quasi tutti i più importanti giornali italiani. Nel 2009 ha creato il sito “Non sprecare”, punto di riferimento sul web per lo sviluppo sostenibile, che attualmente dirige. In tv ha fatto parte, per dieci anni, della squadra dei collaboratori più stretti di Enzo Biagi. Ha realizzato diversi programmi radiofonici su Radio 2 e Radio 3 e scritto numerosi libri. Tra questi ricordiamo la trilogia sulla sostenibilità (Non sprecare, Basta poco e L’egoismo è finito, tutti pubblicati da Einaudi) e i cinque libri con Giuseppe De Rita. L’ultimo è Prigionieri del presente (Einaudi, 2018). (Red)

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