Una storia raccontata in forma epica, una vicenda collettiva che tiene perennemente in bilico il lettore tra la visione poetica e la narrazione che si dipana. Una lunga ballata, un romanzo folk-rock ambientato nella pianura veneta degli anni Cinquanta.
Turbolenti e indisciplinate
Infanzia e psichiatria nell’Italia fascista
Matteo StrukulLa cripta di VeneziaRoma, Newton Compton Editori, 2024, pp. 288, euro 9,90
24.01.25 - Una Venezia sotterranea e inedita, due brutali ed efferati omicidi,...
È l’estate del 1954, Giacomo Nef ha undici anni e con i due fratelli maggiori vive dai nonni paterni a Daghè, sulle pendici del Col di Lana, nelle Dolomiti bellunesi. "Tre case, tre fienili, tre famiglie".
. I ragazzi di sessant’anni hanno una moglie, due figli, un buon lavoro e sempre meno amici. Hanno vecchi, inquieti amori che non smettono di parlargli in testa.
Sono sessanta gli anni che ci separano dal 9 ottobre 1963, la notte del disastro della diga del Vajont. Erano le 22.39 quando milioni di metri cubi di roccia e terra precipitarono in pochi istanti nell’acqua, e l’onda si alzò nel cielo e annientò in pochi minuti migliaia di vite, paesi interi, storie e tradizioni secolari.
Insultario veneto italiano
Insulti, parolacce, imprecazioni, modi di dire poco gentili e vilipendi vari
Teresa lavora come portinaia in un palazzo del centro. Nel dicembre del 1943, quando aveva sedici anni, di ritorno da un incontro sotto i portici di piazza delle Erbe con il garzone di cui è innamorata, assiste all’arresto della famiglia ebrea per cui lavora e da cui è stata istruita e educata alla lettura.
Una storia che sembra un romanzo ma è assolutamente reale: il frutto di anni di ricerche nei musei e negli archivi, oltre che nei ricordi della famiglia McCormac.
In una sarabanda di capi comici e ostesse, dogi e bravi, Andrea Pennacchi, attore e studioso di Shakespeare, ci porta per mano, e di corsa – scappare! scappare!










